Metrobus, il futuro del trasporto piacentino

Lo scorso 27 aprile 2021 nel corso di una conferenza stampa il Sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri e l’Assessore alla Mobilità Paolo Mancioppi, l’Amministratore di Tempi Agenzia Gino Losi e il Presidente di SETA Spa Antonio Nicolini, accompagnato dai dirigenti dell’azienda di trasporto pubblico, hanno presentato a cittadinanza e utenti il nuovo Metrobus, un servizio di trasporto pubblico ad alta frequenza che collega i quartieri più periferici di Piacenza con il centro e il polo universitario, transitando per la stazione.
Il nuovo Metrobus sostituisce integralmente le linee urbane 2, 3 e Navetta Lupa, consentendo al gestore SETA di risparmiare alcuni turni macchina ed al contempo offrire un servizio ad alta frequenza.
La linea è stata attivata in via sperimentale per un anno, scaduto il quale si analizzeranno i risultati in termini di funzionalità e gradimento per poi decidere se mantenere o meno il collegamento.

La nuova linea sperimentale si articola in due differenti rami, aventi un consistente tratto di percorso in comune compreso tra Barriera Torino e la sede dell’Università Cattolica nel quartiere di San Lazzaro, passando per centro e stazione; ogni ramo ha una frequenza di 20 minuti che diventano 10 nel tratto comune. Per operare la linea sono impiegati 8 autobus (4 per ogni ramo), mediamente 3 in meno rispetto all’organizzazione precedente.
Il primo dei due rami connette S. Antonio con il quartiere Montale. Partendo dall’estremo ovest della città lungo la provinciale per Torino si raggiunge l’omonoma Barriera, salvo poi addentrarsi nel perimetro del centro storico servendo il vecchio ospedale e la centralissima Piazza Cavalli. Si procede quindi verso Palazzo Farnese, dirigendosi poi verso la stazione ferroviaria. Lasciatisi alle spalle il centro si prosegue lungo Via Colombo e Via Emilia Parmense per giungere infine al capolinea del quartiere Montale, non prima di aver toccato la sede universitaria.
Rispetto a questo percorso il secondo ramo del Metrobus, anziché partire dal quartiere S. Antonio, termina presso Besurica, servendo quindi la zona artigianale della Veggioletta, aggirando l’ex manifattura tabacchi lungo Via Montebello e ricongiungendosi con l’altro ramo presso Barriera Torino. Al termine del tratto in comune all’altezza dell’università si svolta lungo Strada delle Novate per giungere infine presso il quartiere Farnesiana, entro cui il Metrobus effettua un ampio anello.

Per la linea Metrobus (indicata anche come MB) SETA ha studiato un’apposita pellicola che riveste il muso ed il lato porte di ogni Mercedes-Benz Citaro Facelift 12 CNG piacentino: SETA impiega infatti esclusivamente questa tipologia di mezzi essendo i Citaro gli unici bus con allestimento Classe I alimentati a metano laddove i restanti mezzi dodecametrici montano un propulsore a gasolio. Tuttavia l’elevato numero di guasti di cui ultimamente sono vittima i Citaro CNG ha costretto il vettore pubblico piacentino ad impegnare anche mezzi a gasolio (Citaro prima serie), perlomeno nei primi giorni di servizio del nuovo collegamento.
In proposito è prevista la prossima consegna di nuovi bus mild hybrid parte di un ordine per complessive 61 macchine, di cui 36 arriveranno entro fine anno; grazie ai nuovi innesti sarà possibile svecchiare il parco mezzi e rendere la nuova linea portante più sostenibile in termini di impatto ambientale.

La livrea apposita per il Metrobus

 

Ed ecco il “lato B” di un Citaro CNG: si noti la pellicola presente  solo su due lati (muso e lato porte)
Uno dei Citaro CNG con la pellicola Metrobus
Lungo Via Emilia Parmense

 

Non solo autobus a metano. In caso di guasti la linea MB viene esercitata anche con mezzi a gasolio come questo Citaro prima serie
Un raro MAN Lion’s City 10 impegnato sul Metrobus tra Besurica e Farnesiana
Un Citaro prima serie nel quartiere Besurica
Presso il quartiere Besurica verso Farnesiana

Dopo questa breve parentesi riguardante i tragitti dei due rami del Metrobus facciamo ora un passo indietro, richiamando alla memoria le linee che la nuova relazione urbana sostituisce.

L’ormai storica linea 2 è stata per diverso tempo la relazione urbana più lunga della città di Piacenza, garantendo il collegamento tra i due quartieri periferici Montale e S. Antonio posti agli estremi opposti dell’area urbana; linea assai frequentata, attraversava come il Metrobus il centro in entrambe le direzioni di marcia – Piazza Cavalli all’andata, Via Borghetto al ritorno – per un tempo di giro totale di 80 minuti.

Il percorso della ex linea 2

 

La linea 2 in sosta presso S. Antonio con il fantastico MAN Lion’s City

 

Al capolinea di Montale con un Citaro Facelift nella sua originale livrea
La linea da S. Antonio percorreva tutto il centro fino a Piazza Cavalli per poi dirigersi fino alla stazione in direzione dell’Università

 

Un Citelis impiegato sul 2 mentre fa il suo ingresso a S. Antonio

 

In direzione di S. Antonio presso Via Colombo

 

Nata originariamente per collegare la zona produttiva della Veggioletta con il quartiere industriale del Capitolo, la linea 3 è stata “dirottata” da qualche anno su Farnesiana, dal momento che il Capitolo viene raggiunto dalla nuova linea 19. Partendo dalla Veggioletta, la linea transitava lungo il perimetro dell’ex manifattura tabacchi (Via Montebello) quindi in centro storico presso il vecchio ospedale, raggiungendo infine Farnesiana dove era situato il capolinea. Rispetto alla 3, il Metrobus transita per la Veggioletta proseguendo quindi alla volta del quartiere Besurica alcune centinaia di metri più avanti.
Il prolungamento del Metrobus su Besurica, raggiunta ogni 20 minuti, ha provocato il riordino delle frequenze della linea 15 – fino a pochi giorni fa unico collegamento tra Besurica e centro cittadino – i cui transiti sono stati riassestati sui 30 minuti con un lieve cambiamento di percorso all’interno del quartiere in modo da evitare sovrapposizioni con la nuova linea MB.

Il tragitto della ex linea 3

 

La linea 3 di solito era svolta solo da bus di lunghezza compresa tra i 10 ed i 12 metri: strana presenza dunque questo Heuliez GX 127

 

Protagonisti del servizio della linea 3 erano i Citaro prima serie a gasolio ed i Citaro Facelift CNG

 

Non infrequente la presenza dei MAN Lion’s City 10

 

Un CityClass di riserva è impiegato su questa corsa

 

 

Oltre alle linee 2 e 3, la nascita del Metrobus ha consentito la soppressione di un’altra linea, sicuramente meno importante rispetto alle precedenti, la Navetta Lupa (chiamata anche NL) che collegava l’ex piano caricamento Lupa, ove ora è situata la nuova Autostazione, con l’ex autostazione in Piazza Cittadella. Tale linea aveva una frequenza di 10 minuti (tempo di giro 20 minuti) e venne ideata per collegare le scuole situate nei pressi di Piazza Cittadella con l’Autostazione Lupa. Come tutte le linee urbane a cortissimo raggio anche la Navetta Lupa scontava un forte deficit di passeggeri; sebbene il nuovo Metrobus non effettui un ingresso-regresso né in Piazza Cittadella né presso la nuova autostazione Lupa, si è ritenuto si poter ugualmente fare a meno della navetta complice anche l’identica frequenza di transito tra le due linee.

Il percorso della fu Navetta Lupa
La Navetta in sosta alla nuova Autostazione
CityClass in svolta per la fermata in Piazza Cittadella
Non di rado anche i bus suburbani erano impiegati sul servizio NL

L’operazione Metrobus per gli addetti ai lavori potrebbe apparire semplice e priva di un grande impatto in termini di efficientamento del trasporto pubblico, riduzione dei costi di esercizio ed aumento della produttività; parametri, questi, che naturalmente costituiscono la bussola per chi amministra il funzionamento di un sistema complesso come quello del trasporto pubblico locale. Tuttavia l’avvio sperimentale del Metrobus si può fregiare del merito, tutt’altro che scontato, di promuovere una nuova e più positiva immagine del trasporto pubblico negli utenti occasionali o in chi ha abbandonato il mezzo pubblico perchè insoddisfatto da requisiti e prestazioni. La nuova linea, benché per il momento non introduca rilevanti novità dal punto di vista urbanistico come corsie riservate o preferenziali, dà nuova linfa alla qualificazione dell’offerta, alla riconoscibilità del servizio agli occhi dell’utenza avvalendosi a fin di bene di sottili stratagemmi di psicologia commerciale: non è un mistero che la parola “metro” ed i suoi derivati godano di un certo prestigio e positiva attenzione tra gli utenti, soprattutto i più inesperti, catalizzando se non altro la curiosità verso il servizio erogato. Le modalità di comunicazione che permettono di associare una determinata frequenza stabile ad una livrea dedicata passando per un logo ben riconoscibile del servizio che ne fornisce la localizzazione a terra sono intuizioni forse banali – eppure il sistema delle “linee a colori” è stato applicato con successo anche in quel di Londra – ma che per una città di medie dimensioni come Piacenza costituiscono una salutare boccata di ossigeno. Sintomo che non ci si può rassegnare alla cronica depressione dei servizi di TPL nelle città di provincia ma anzi si devono mettere in campo tutte le iniziative possibili per qualificare al massimo agli occhi dell’utenza il servizio, nei limiti ovviamente della sostenibilità finanziaria dell’intera operazione; è il caso certamente del Metrobus piacentino che, a costi sostanzialmente invariati per agenzia di mobilità territoriale, comune e gestore (come rimarcato in conferenza stampa dal Sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri), permette di riqualificare il servizio e dare a questo un piccolo nuovo slancio. Ben vengano dunque queste sottigliezze “da lana caprina”, specie se associate – come previsto dai piani di rinnovo di SETA Piacenza – ad uno svecchiamento complessivo del parco mezzi con nuovi bus a trazione alternativa rispetto al tradizionale gasolio!

Gli orari del Metrobus in direzione Farnesiana / Montale
Gli orari del Metrobus in direzione Besurica / S. Antonio
Gli orari delle cessate linee 2, Navetta Lupa e 3 di SETA Piacenza

 

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